Tre Canti Greci: N. 1 Augurio PDF

Le catacombe erano delle aree cimiteriali sotterranee utilizzate nell’antichità. Sono solitamente scavate nel tufo, tipica roccia tre Canti Greci: N. 1 Augurio PDF lavorabile, e possono avere anche più livelli, con profondità che arrivano fino a trenta metri. All’inizio si mantennero principalmente le usanze funerarie pagane, come è provato dal cimitero precristiano dell’antica Anzio. Le catacombe sono poste sempre al di fuori della città, in quanto la sepoltura urbana era vietata dalla legge romana per motivi religiosi e di igiene.


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I terreni sulle quali erano costruite appartenevano a privati o a collegi funerari. La luce e l’aria filtravano attraverso dei pozzi verticali quadrati, chiamati lucernari. I primi Cristiani si seppellivano comunemente nei cimiteri pagani, anche se questi non sono totalmente identificabili fino alla prima metà del II secolo. Solitamente vi era un unico custode e fossore, per un’area indubbiamente modesta. Di regola i corpi erano orientati, particolarmente ad est. In epoca apostolica le necropoli dei cristiani si distinsero per l’uso dell’inumazione e per alcuni simboli caratteristici, mentre in età post-apostolica le comunità crebbero e grazie ai patrizi si organizzarono pubblicamente.

Due erano i tipi regolari di sepolcro: il loculo, che era una cavità rettangolare con il lato lungo a vista, e la tomba a forno, con il lato corto a vista. Ma più nobile era la tomba a mensa, con una nicchia arcuata detta arcosolium. L’illuminazione era assicurata da lucerne ad olio e dai lucernari, detti luminaria. Cristo fino al sacrificio della vita. Inoltre si affermarono anche gli asceti, coloro che con virtù eroiche supplirono al martirio.

Oriente invece molti corpi vennero traslati, soprattutto a Costantinopoli. Si suppone infatti che esistesse un corpo di operai specializzati. Primo provvedimento sull’organizzazione dei cimiteri fu di papa Zefirino, che alla fine del II secolo nomina Callisto tutore del cimitero della via Appia. I primi studi sulle catacombe cristiane iniziano con Pomponio Leto, con la fondazione dell’Accademia Romana degli Antiquari nel XV secolo, con scopi relativamente poco scientifici. Il 31 maggio 1578 viene scoperto casualmente a Roma il Cimitero dei Giordani, e rinasce l’interesse per la materia.

Ad opera di Ciacconio, pseudonimo di Alfonso Chacón, e Filippo de Winghe vengono copiate tutte le iscrizioni e le pitture dei monumenti durante il XVI secolo. Dopo la pace della Chiesa aumentarono le iscrizioni a carattere non funerario, soprattutto grazie al concomitante sviluppo del culto dei martiri. Diffusa è la versificazione in acrostici, già comuni in epoca arcaica. Si tratta di tutte quelle iscrizioni che riguardano la genesi e la storia dei monumenti, gli avvenimenti della Chiesa, la liturgia, le reliquie, le donazioni, i voti, l’attività artistica e culturale della comunità. Di solito erano poste in luoghi accessibili al popolo, ma ci furono anche molte eccezioni.

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